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domenica 6 febbraio 2011

Luca Barbareschi, Il Trasformista

Domani sera sapremo la verità. L’attore e deputato di - a meno di soprendenti coup de theatre - "Futuro e Libertà" Luca Barbareschi è al centro di continue voci che vorrebbero un suo incombente ritorno al Pdl. Alcuni giornalisti hanno ipotizzato che Barbareschi faccia apposta l’indeciso e stia inscenando un auto-spot per promuovere l’imminente prima tv di un suo film curiosamente intitolato… “Il trasformista”, domani sera su Rai 3 (chissà perchè a 8 anni dall'uscita della pellicola, si sente ora il bisogno di trasmetterla). Negli ultimi giorni, il belloccio si è adoperato per far parlare di sè: non ha votato la sfiducia a Bondi, ha messo in scena un pasticcio (ben racitato) nella mozione in Parlamento sul caso Ruby e in settimana ha anche incontrato il Premier, a quanto pare per essere sicuro che le sue fiction verranno finanziate e per ottenere la direzione del Teatro Valle di Roma. Ma la vera domanda è: perchè c'è un film di e con Luca Barbareschi nella rassegna di Rai 3 sui film di... qualità?


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giovedì 9 dicembre 2010

La prima regola del Direttorissimo: "Il vero giornalista usa i soldi pubblici per mangiare nei ristoranti di tutto il mondo"

Il Fatto ha denunciato che il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha trascorso in "trasferta" 130 giorni su 270 lavorativi (mentre uscivano gli articoli di giornale, Minzo si trovava tutto abbronzato al Festival del cinema marocchino di Marrakesh, dove ha addirittura pranzato con Re Mohammed VI). In 14 mesi, il giornalista ha speso 87 mila euro - più di quanto abbiano speso 31 direttori della Rai presi tutti insieme - utilizzando la carta di credito aziendale per mangiare nei ristoranti italiani ed esteri (e servendosi quindi di denaro pubblico). Forse Minzolini sta lavorando duramente per pubblicare una guida universale della ristorazione: "Le migliori trattorie e osterie del mondo, secondo il gusto del Direttorissimo". Minzo ha effettuato 56 trasferte (per un totale di 129 giorni), 40 delle quali nel fine settimana (in un anno ci sono 52 weekend): esiste una foto-ricordo di queste gite che lo ritrae in Kenya in compagnia della giovane deputata Pdl Gabriella Giammanco e di un pitone di due metri. Per le sue vacanze a Istanbul, Londra, Amburgo, Cannes (due volte) e Praga, non ha dovuto nemmeno chiedere l'autorizzazione della direzione generale, quindi non si sa nemmeno quale fosse lo scopo delle "missioni".


Mentre la trasmissione "Vieni via con me" viene crocifissa dai vertici Rai per aver sforato di 2 minuti nell'ultima puntata, Gasparri ha espresso solidarietà nei confronti di Minzolini spiegando che, con le sue verità scomode, il Tg1 dà fastidio: in effetti - è vero - guardare il Tg1 dà fastidio, soprattutto alle persone dotate di buona intelligenza.

DIABOLINK:
- LETTERA A MINZO (clicca qui): il gruppo de "La valigia blu" ha spedito 8 domande al direttorissimo, che ha anche risposto in un italiano abbastanza sconnesso (forse in questi giorni è nervoso...).


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venerdì 29 ottobre 2010

Uomini di cuore (L'amore ai tempi del Bunga Bunga)


Il "Bunga Bunga Gate" è la trama perfetta di una commedia all'italiana incentrata su personaggi che sono sempre al posto sbagliato: c'è Emilio Fede, giornalista di giorno e selezionatore di femmine di notte; c'è Nicole Minetti,  25enne ex-ballerina di Colorado Cafè e igienista dentale del Cavaliere, eletta consigliere del Pdl in Lombardia (chi riuscirà mai a spiegare il collegamento tra queste 3 attività?); c'è Lele Mora, il manager dei vip fallito ma protetto dal Premier; c'è Ruby, una minorenne marocchina che dovrebbe vivere al sicuro in una comunità e invece partecipa a party dove impara il bunga bunga; infine c'è Re Silvione, il presidente del consiglio che dovrebbe governare e invece organizza festini. Se il film fosse drammatico (e magari scritto da Feltri, Sallusti o Belpietro), potrebbe intitolarsi "Uomini di cuore" e avrebbe 3 protagonisti vittime di una femme fatale straniera (che poche ore fa ha dichiarato in un turbinio di contraddizioni a raffica: "Non intendo parlare di quando ho incontrato Silvio. Lo farò tra tre giorni quando sarò maggiorenne. Ma la verità non uscirà in televisione nè sui giornali. Non mi venderò come tante altre nella mia situazione. Io intendo pubblicare un libro dove racconto la verità sulla mia vita e dove ci sarà anche Silvio Berlusconi"): il direttore di Tg che dice di aver soltanto dato consigli alla ragazza;  il politico filantropo che l'aiuta personalmente con tutti i mezzi a sua disposizione; l'agente delle star che cerca addirittura di adottarla per il suo bene.

A quest'ultimo si è dedicato oggi Paolo Berizzi su Repubblica con un articolo straordinario per arguzia e ironia. Il ritratto di Lele, detto "Lella" dagli amici: coinvolto negli anni '80 in un'inchiesta per traffico di cocaina assieme a Patty Pravo, che lui poi nel Ferragosto del '96 portò a Villa Certosa su richiesta di Silvio. Fa il cuoco a Villa San Martino, un'altra residenza Berlusconi; è l'animatore del nuovo privè che il Premier si è costruito ad Arcore con pali per la lap dance e trono dorato. Una società fallita, accuse di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e false fatturazioni per 4 milioni di euro, già indagato per riciclaggio. Ex-parrucchiere, mussoliniano, ama leggere i falsi diari del Duce a casa del suo amico Dell'Utri, indagato per mafia. Come suoneria sul telefonino ha "Faccetta nera". Ha donato 2 milioni di euro all'ex amante Fabrizio Corona. Ultimamente stava uscendo dalla depressione grazie ad alcune ospitate nei media del suo mecenate: al Chiambretti Night, a Matrix e su Panorama. Per lui la sceneggiatura prevede un happy end: "Tra tre anni scendo in campo con il Pdl, ma solo se mi fanno senatore. E' il sogno della mia vita, il Paese ha bisogno anche di me".

Qualcuno svegli gli italiani e dica loro che non è un film.


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martedì 28 settembre 2010

Massimo Calearo, un uomo buono per ogni stagione

Alla fine di un giro di altalena, il deputato vicentino Massimo Calearo (in foto) - eletto con il Pd perchè fortemente voluto tempo fa da "la so lunga" Veltroni -  ha abbandonato il partito "Api" di Rutelli (perchè più che l'Alleanza Per l'Italia a lui interessa l'alleanza con  Berlusconi) e si è unito al Gruppo Misto (che è un po' come una macedonia, una pizza quattro stagioni, un fritto misto: accoglie fuoriusciti e politici di tutte le paste). Il suo ormai ex partito l'ha presa bene: ''Auguriamo buona fortuna a Massimo Calearo che ha confermato nella riunione del gruppo Api la sua speranza di diventare ministro con Berlusconi. Suggeriamo al premier di affiancargli come sottosegretario l'onorevole Bruno Cesario (ndr: altro coraggioso che, al momento del passaggio dalla parte di Re Silvio, ha ringraziato Padre Pio)''. Antonello Caporale l'ha intervistato su Repubblica: 
(Calearo) "Parliamoci chiaro: qui non esiste neanche l'ombra dell'opposizione. Non esiste l'ombra di una alternativa. Se facciamo cadere Berlusconi c'è il buio fitto".
(Caporale) Quindi col suo sì a Berlusconi lavora per l'alternativa a Berlusconi.
(Calearo) "Il mio sì concede tempo a coloro che devono organizzare un'idea di governo differente da questo".
(Caporale) Raffinata strategia.
(Calearo) "Sa che a Montecitorio anche gli amici del Pdl mi dicono: ma chi te lo fa fare? Ma non vedi che il Berlusca è in caduta libera?"
(Caporale) E lei niente.
(Calearo) "Ho sale in zucca e noto il deserto politico e di idee. A parte la Lega cosa c'è, cosa c'è? Me lo dica lei".
Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd Veneto, ha salutato con affetto Calearo definendolo "una figurina Panini della politica, che giustamente compie il suo destino: passare di mano in mano". Nel novembre del 2009, dopo la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie, Calearo lasciò il Partito Democratico, dichiarando di non essere mai stato di sinistra. Ma Walter Veltroni crede nell'uomo e ha detto di aver parlato "oggi con Massimo Calearo, al quale ho ricordato l'impegno da lui assunto, prima e dopo il voto, a sostegno del centrosinistra e - dato il risultato elettorale - in opposizione al centrodestra. Un impegno che è etico, perchè comporta il rispetto degli elettori e della volontà espressa con il loro voto. Calearo, pur ribadendo le ragioni di un disagio politico mi ha confermato nettamente la sua volontà di attenersi all'impegno assunto davanti agli elettori. Sono certo che sarà coerente con se stesso". E se garantisce lui...
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