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martedì 31 maggio 2011

Due brevi storie di una Greve e di una Piccola Rivoluzione



Il Cavaliere Rivoluzionario

Il Cavaliere Oscuro realizzò con verosimile disgusto che la corruzione dilagava nel Regno: i reggenti, seppure eletti dalla maggioranza, amministravano nel loro esclusivo interesse e si spartivano il denaro rifiutando di usarlo per il bene della gente. Visibilmente nauseato da ingiustizie, tangenti e politici miserabili, decise di prendere in mano le redini della Storia, arrivando al punto di delegare ai familiari tutte le sue attività e proprietà e di dedicare interamente la propria vita alla causa del Paese. Si propose come uomo nettamente diverso dai governanti in carica, lontano dalla politica del malaffare, capace di amministrare con giudizio ed efficacia le proprie terre e i suoi sottoposti, deciso a risollevare le sorti dell’amato Stato. Con tali studiati requisiti, il Cavaliere venne proclamato sovrano a furor di popolo.
Una volta al potere, assegnò incarichi importanti e ruoli di responsabilità agli amici di cui si fidava e a coloro che si mostravano fedeli.
Per informare meglio i suoi sudditi, inventò mezzi di comunicazione che gli permettevano di dare continui aggiornamenti sulle sue imprese, sulle sue doti, sulle sue abilità, sulle sue conquiste nella politica e nella seduzione, sui suoi atti di giustizia.
Ai cittadini che gli chiedevano perché esistessero le tasse, spiegò che erano solo un retaggio malato dei precedenti regnanti cattivi; sconsigliò di pagarle, anzi ne promise l’eliminazione. Non le abolì mai ma le sue dichiarazioni rassicurarono molto gli ignoranti che non si accorgevano di pagare oboli sempre maggiori agli esattori.
Qualcuno si mostrò inspiegabilmente critico nei confronti del suo operato: il Cavaliere lo dileggiò pubblicamente, definendolo diverso e pericoloso e mettendolo da parte.
Alcune persone del popolo gli domandarono come mai fosse sempre circondato da volgari cortigiane: rispose che le sue innate doti di magnanimità e generosità lo portavano ad aiutare le persone bisognose.
Un gruppo di giudici gli fece notare che certe sue decisioni e alcuni aspetti della sua condotta potevano configurarsi come reati. Replicò che le toghe erano invidiose e malvagie: lui non era colpevole né nel torto, semmai erano le leggi ad essere sbagliate. Perciò le cambiò.
A nemici e contestatori ribatteva che lui era l’eletto dal popolo e, in nome del potere consegnatogli dalla gente, aveva il dovere di comandare ininterrottamente per il bene di tutti.
Il popolo si domandava come mai impoveriva mentre il Cavaliere e i nobili arricchivano: lui spiegò che era colpa della siccità se c’era il Sole, delle calamità se pioveva, delle catastrofi naturali se c’erano terremoti; oppure dava la colpa alle difficoltà economiche diffuse in tutto il mondo e nei Paesi vicini.
Dopo 20 anni di Regno, la rivoluzione era completata: il popolo non aveva più principi, né governanti, né leggi, né istituzioni, né valori in cui credere.


Il Professore Rivoluzionario
(dopo 20 anni di Regno Oscuro)


Il Professore realizzò con disgusto che la corruzione dilagava nel Regno: i reggenti, seppure eletti dalla maggioranza, amministravano nel loro esclusivo interesse e si creavano leggi su misura, dimenticando il bene della gente. Nauseato da ingiustizie, tangenti e politici miserabili, decise di scrivere una melodia e di cantarla al Festival della sua nazione. Alla vigilia della manifestazione, provò il brano con l’accompagnamento dell’orchestra ma si emozionò, stonò e se ne andò via furibondo. Venne la sera del debutto: annunciato sul palco, il Professore incantò tutto il popolo con la sua esibizione. Gran parte del merito andava alla bellezza della canzone: parlava di speranza, di viaggio, di poesia, di pensiero, di umanità, d’amore, di cielo e di mare; parlava ai disoccupati, agli studenti, ai giovani soldati, ai ragazzi sfruttati; apriva gli occhi contro i politici corrotti, i voltagabbana, gli ipocriti; gridava che la maledetta notte buia sarebbe presto finita e che le persone l’avrebbero riempita di musica e parole. Il Professore vinse il Festival a furor di popolo, realizzando dopo 20 anni di Regno Oscuro una piccola rivoluzione: per un momento, la gente disorientata aveva ritrovato un sentimento comune da seguire.


(Pubblicato sul periodico culturale "Leitmotiv", scaricabile all'indirizzo: http://giornaleleitmotiv.blogspot.com/)Condividi

mercoledì 13 aprile 2011

La statuetta di Priapo: riscoperta della mitologia greco-romana o simbolo del partito dell'amore?

Dopo il Duomo di Milano, un nuovo gadget è destinato ad occupare il centro della politica italiana: è la statuetta di Priapo, un personaggio barbuto della mitologia greco e romana dotato di un attributo dalle dimensioni spropositate. Cosa diranno i giornali e i legali del Premier per giustificare il posticcio, emerso nel corso delle indagini sulle feste ad Arcore? Che il Cavaliere ha riscoperto la mitologia antica e intende destinare notevoli fondi pubblici alla ricerca nei siti archeologici per riscoprire divinità dimenticate? Oppure che Priapo sarà lo stemma del Partito dell'Amore, perchè rappresenta lo strumento utilizzato dai politici del Pdl per pensare e governare? Spiegheranno che Priapo è solo un amuleto contro l'invidia comunista per propiziare la fecondità delle Olgettine e la loro capacità di generare la continuità della "gens berlusconis"? Forse diranno che le cene ad Arcore sono solo rievocazioni storiche delle feste in onore di Priapo, definite falloforie, che avevano un grande rilievo nel calendario sacro greco e romano.

Seguono amenità letterarie e scientifiche sul mito di Priapo.
Nel saggio "Eros e Priapo: da furore a cenere", redatto durante il fascismo ma pubblicato nel 1967, Carlo Emilio Gadda sostiene che la figura di Priapo simboleggiava lo sfoggio maschilistico, fallocratico esibizionistico del Duce e dei suoi seguaci. Coincidenza? Secondo Focus, Priapo è un personaggio ridicolo che colleziona insuccessi, essendo anche impotente. In medicina, si chiama "priapismo" la malattia nella quale il pene resta sempre dolorosamente eretto (anche per 4 ore), senza che si provi piacere. Inoltre, il priapismo può essere uno degli effetti collaterali dell’assunzione del Viagra, del Cialis e Levitra, così come può presentarsi a seguito di uso di alcol, cocaina, marijuana ed altre droghe. Il disturbo va immediatamente segnalato, poiché il priapismo non trattato può causare una disfunzione permanente.


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lunedì 11 aprile 2011

Vocabolario dei Sinonimi. "Breve": rapido, sommario, lesto, fugace e fuggevole come un "Processo"

Domani alle 15, la Camera discuterà ancora una volta sul modo di salvare il Premier dai suoi guai giudiziari. Il dibattito si intitolerà "processo breve" e verrà votato dopodomani sera (per poi passare al Senato). Il ddl accorcia i tempi di prescrizione per gli incensurati imputati in primo grado (non ti viene in mente nessuno?). La legge ridurrebbe il Processo Mills (uno a caso) di 8 mesi, prosciogliendo il Cavaliere, ma metterebbe fine prima del tempo anche ad altre 15 mila udienze tra cui quelle sul crac Parmalat, sul terremoto dell'Aquila (309 vittime) e sulla strage di Viareggio (32 vittime, 15 feriti). Donatelli Ferranti, capogruppo del Pd alla commissione Giustizia della Camera, ha fatto notare che questa piccola norma "eviterà agli imputati anche la condanna di primo grado, quella che può essere fatta valere in sede civile per il risarcimento dei danni: una catastrofe per famiglie che hanno perso tutto". Per questo, in una lettera ai presidenti dei gruppi parlamentari, il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha chiesto di aggiungere solo due righe al ddl: "Le disposizioni del presente articolo non si applicano per i reati di disastro colposo da cui siano derivate la morte o le lesioni delle vittime".


DIABOLINK:
- Caso Ruby. Silvione non ha pagato la nipote di Mubarak affinchè si prostituisse con lui; Silvione l'ha pagata affinchè non si prostituisse. Chiarissimo. Ma non poteva aiutarla Mubarak?


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sabato 19 marzo 2011

Dagli anche oggi la loro Caritas quotidiana di auto, soldi e collane

Ancora nuove intercettazioni. Ora si legge che talvolta alle feste le invitate si travestivano da Babbo Natale e da calciatrici del Milan (chissà se dovevano ispirarsi a Seedorf o a Gattuso). Si scopre anche che, oltre al celeberrimo "Papi", Silvione ha un altro bellissimo e misterioso soprannome (sempre affibbiato dalle Olgettine): "Betty" (L'Unità ha realizzato amaramente che siamo governati da Betty). Inoltre, c'è così tanto amore nelle feste organizzate dal Cavaliere Oscuro che al telefono le ragazze continuano a chiamarsi affettuosamente zoccole. Ultimamente poi si sono fatte più furbe: Nicole Minetti e le gemelle De Vivo hanno ricominciato ad usare le care vecchie cabine telefoniche per evitare le intercettazioni. C'è tanto amore anche tra Ruby Rubacuori e il suo pseudo fidanzato Luca Risso: avevano annunciato le nozze a Genova per il 17 marzo, ma non si è saputo più nulla; forse il matrimonio non s'ha più da fare.

Cresce poi la lista dei regali: oltre alle buste di contanti consegnate alle partecipanti dopo le cene ad Arcore con cifre variabili tra i 2mila e i 20mila euro, ci sono 240mila euro spesi per comprare 100 collane tutte uguali (una volta almeno aveva fantasia), 562mila euro di bonifici a 12 ragazze, 3 milioni versati a Lele Mora, 13 milioni di assegni cambiati dal tesoriere del premier Giuseppe Spinelli nel 2010, 20 automobili e carichi di mozzarelle di bufala per un finanziere della dogana di Chiasso (non è uno scherzo). Il Cavaliere ha spiegato tutti questi doni dicendo di essere la generosa Caritas di povere ragazze (meglio se di provenienza geografica esotica e di giovane età), per le tasse universitarie, le cure mediche, i mutui ai genitori:

Papi nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo denaro, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra e dagli oggi il loro pane quotidiano di auto, soldi e collane (e rimetti a loro i loro debiti).


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domenica 13 marzo 2011

Giustizia: una riforma così epocale che non basterà un'epoca

La politica si riempie la bocca di belle parole su un'epocale riforma della giustizia (desiderata addirittura dal '94) che in buona sostanza non vedrà mai la luce; è la pura campagna elettorale di un governo che deve sventolare ai cittadini qualcosa di concreto, una bandiera, una legge-simulacro su cui fare propaganda.
Il Premier si è vantato: "sono coraggioso e temerario, forse anche un po' eroico e matto e ho detto: variamo subito questa importante riforma e l'abbiamo fatto". Tra l'altro "varare" significa "approvare, convalidare, finire, inaugurare, presentare, pubblicare, ratificare", tutti atti che il Governo non ha ancora realmente effettuato. L'iter parlamentare non si concluderà mai perchè le modifiche costituzionali richiedono doppia lettura e larga maggioranza, implicando requisiti che l'attuale legislatura non possiede. Berlusconi ha invitato i suoi ad andare in tv e per le strade a spiegare la riforma agli italiani (diranno anche che, se davvero attuata, costerà 40 milioni di euro?). Ma tanto la riforma non c'è: è un'idea destinata a restare idea.


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domenica 27 febbraio 2011

L'amara fine del Secolo

Televisioni, case editrici, radio, giornali: sempre di più, sempre di più. Al "Secolo d'Italia", il quotidiano più di destra dell'editoria italiana e quindi tradizionalmente finiano, si è insediato un nuovo consiglio d'amministrazione scelto dall'area La Russa-Gasparri, cioè quella che ha abbandonato Fini per restare al "soldo" berlusconiano. La dirigenza, appena arrivata, ha già prospettato un cambiamento di linea editoriale e di direttore per sostenere il Cavaliere. In realtà, per ora la situazione non potrà mutare: la direttrice Flavia Perina, deputata, lavora gratis e il Secolo, in stato di crisi, non può fare assunzioni: “Dove lo trovano un altro che si fa il mazzo gratis?". La copertina domenicale di oggi è uscita in versione provocatoriamente berlusconizzata, con il contributo ironico di Vauro (foto accanto). In questo modo, insieme a Il Giornale, Libero,  il Foglio e Panorama, Silvione controllerà anche il Secolo d'Italia e forse, in futuro, addirittura il Corriere della Sera. Infatti, nel decreto "milleproroghe" c'è una norma che cancella il divieto di possedere contemporaneamente carta stampata e televisioni: quindi nei prossimi anni, il Premier potrebbe acquistare altre testate e, a tal proposito, l'ex presidente di Rcs Cesare Romiti ha già lanciato l'allarme. Intanto, se non sta attento, Fini perderà i finiani, il partito, gli elettori, la poltrona, la faccia e la testata.


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domenica 6 febbraio 2011

Luca Barbareschi, Il Trasformista

Domani sera sapremo la verità. L’attore e deputato di - a meno di soprendenti coup de theatre - "Futuro e Libertà" Luca Barbareschi è al centro di continue voci che vorrebbero un suo incombente ritorno al Pdl. Alcuni giornalisti hanno ipotizzato che Barbareschi faccia apposta l’indeciso e stia inscenando un auto-spot per promuovere l’imminente prima tv di un suo film curiosamente intitolato… “Il trasformista”, domani sera su Rai 3 (chissà perchè a 8 anni dall'uscita della pellicola, si sente ora il bisogno di trasmetterla). Negli ultimi giorni, il belloccio si è adoperato per far parlare di sè: non ha votato la sfiducia a Bondi, ha messo in scena un pasticcio (ben racitato) nella mozione in Parlamento sul caso Ruby e in settimana ha anche incontrato il Premier, a quanto pare per essere sicuro che le sue fiction verranno finanziate e per ottenere la direzione del Teatro Valle di Roma. Ma la vera domanda è: perchè c'è un film di e con Luca Barbareschi nella rassegna di Rai 3 sui film di... qualità?


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domenica 23 gennaio 2011

AAA Fidanzata Cercasi per Il sogno degli italiani


La "candidata" dovrà essere di bella presenza e mostrare un grande senso dello Stato. La fortunata prescelta potrà alloggiare gratuitamente in un appartamento a scelta in via Olgettina a Milano2, dove avrà a disposizione un intero guardaroba di tubini neri e costumi da infermiera e poliziotta.

Capacità richieste: grande conoscenza della pratica del Bunga Bunga. La ragazza ideale proviene dal mondo della Croce Rossa, sa ballare in modo volgare attorno ad un palo e ha esperienze da igienista dentale.

Astenersi perditempo.

Finora sono già pervenute le candidature di:

- Lory Del Santo: showgirl e attrice d'annata, potrebbe interpretare al meglio il ruolo di First Lady italiana, anche se forse sfigurerebbe un po' accanto a Michelle Obama e Carla Bruni.
- Nicole Minetti: igenista dentale 25enne, consigliera regionale Pdl, attualmente un po' troppo chiacchierata.
- Daniela Santanchè: veterana della politica, ha guadagnato molti punti difendendo strenuamente le sue idee in tv.
- Francesca Pascale: 25enne ex velina di Telecafone, protagonista del video «se abbassi la mutanda si alza l'auditelle», animatrice del club «Silvio ci manchi», consigliere provinciale a Napoli con 7.500 preferenze.
- Cristina Ravot: 29enne, cantante della BerlusconiBand.
- Aisha Gheddafi: avvocato 34enne, è la Claudia Schiffer del deserto. Unica controindicazione: vorrebbe vivere in tenda.


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giovedì 9 dicembre 2010

La prima regola del Direttorissimo: "Il vero giornalista usa i soldi pubblici per mangiare nei ristoranti di tutto il mondo"

Il Fatto ha denunciato che il direttore del Tg1 Augusto Minzolini ha trascorso in "trasferta" 130 giorni su 270 lavorativi (mentre uscivano gli articoli di giornale, Minzo si trovava tutto abbronzato al Festival del cinema marocchino di Marrakesh, dove ha addirittura pranzato con Re Mohammed VI). In 14 mesi, il giornalista ha speso 87 mila euro - più di quanto abbiano speso 31 direttori della Rai presi tutti insieme - utilizzando la carta di credito aziendale per mangiare nei ristoranti italiani ed esteri (e servendosi quindi di denaro pubblico). Forse Minzolini sta lavorando duramente per pubblicare una guida universale della ristorazione: "Le migliori trattorie e osterie del mondo, secondo il gusto del Direttorissimo". Minzo ha effettuato 56 trasferte (per un totale di 129 giorni), 40 delle quali nel fine settimana (in un anno ci sono 52 weekend): esiste una foto-ricordo di queste gite che lo ritrae in Kenya in compagnia della giovane deputata Pdl Gabriella Giammanco e di un pitone di due metri. Per le sue vacanze a Istanbul, Londra, Amburgo, Cannes (due volte) e Praga, non ha dovuto nemmeno chiedere l'autorizzazione della direzione generale, quindi non si sa nemmeno quale fosse lo scopo delle "missioni".


Mentre la trasmissione "Vieni via con me" viene crocifissa dai vertici Rai per aver sforato di 2 minuti nell'ultima puntata, Gasparri ha espresso solidarietà nei confronti di Minzolini spiegando che, con le sue verità scomode, il Tg1 dà fastidio: in effetti - è vero - guardare il Tg1 dà fastidio, soprattutto alle persone dotate di buona intelligenza.

DIABOLINK:
- LETTERA A MINZO (clicca qui): il gruppo de "La valigia blu" ha spedito 8 domande al direttorissimo, che ha anche risposto in un italiano abbastanza sconnesso (forse in questi giorni è nervoso...).


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lunedì 6 dicembre 2010

Accendi un cero per il governo!

Come ha spiegato L'Espresso, i magistrati di Milano sono convinti che Berlusconi abbia ricevuto mezzo milione di euro in nero dalla Banca svizzera "Arner" - soldi pericolosi perchè l'unico divieto della legge italiana sul conflitto d'interessi prevede che il presidente del consiglio non possa gestire affari privati mentre è in carica. Hanno chiesto ad Alfredo Messina, manager e senatore di Silvio (oltre che consulente Fininvest, vicepresidente di Mediolanum, consigliere di alcune società Mediaset come Telecinco), cosa contenevano i pacchetti misteriosi che arrivavano dalla terra elvetica con destinatario il Cavaliere: "Erano ceri. Sembra strano, signor presidente del tribunale, ma ogni tanto io chiamo la Banca Arner e mi faccio preparare dei pacchetti che contengono 2 candele profumate, acquistate dalla segretaria del presidente sotto la sede a Lugano. Lei sorride, dottoressa della procura, ma è così: al telefono parlavamo solo di candele". Ecco finalmente risolto uno dei capitoli più oscuri dell'inchiesta "Mediaset". Poi dicono che a fare il magistrato non si ride mai.



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domenica 5 dicembre 2010

Wikileaks: una gustosa bolla diplomatica, tutto fumo e niente arrosto

Alla fine, i pericolosissimi 250 mila files segreti pubblicati dal sito Wikileaks si sono rivelati poco più che gossip. Nessuna delle notizie rese note ha provocato incidenti, nè diplomatici nè di altro tipo (almeno formalmente). L'unico risultato è una serie di gustose curiosità sul punto di vista degli americani:
- I documenti parlano di un "oscuro intermediario italiano che parla russo". Era solo Di Pietro che passava di là.
- In un documento pubblicato dal quotidiano spagnolo El Pais si legge che Silvio Berlusconi "suscita a Washington sfiducia profonda". Questa volta non è riuscito a prenderli per la Gola.
- Secondo la diplomazia Usa, Gheddafi è ipocondriaco, Karzai è paranoico, Kim Jong è un vecchio flaccido mentre Mugabe è un anziano pazzo. Silvio invece sta benissimo e sprizza energia, soprattutto nelle ore notturne.
- Il presidente francese Nicolas Sarkozy viene definito "un re nudo". Quando è nudo, Silvio non è mai solo.
- Stando agli ambasciatori Usa, Berlusconi è preoccupato di dover restituire 750 milioni per la sentenza sul Lodo Mondadori, è assillato dal costo del divorzio da Veronica Lario ed è preoccupato per la sentenza del processo per mafia a Dell'Utri. Ma soprattutto è ancora indeciso sulla prossima Velina di Striscia.
Secondo gli Usa, il presidente del Consiglio italiano sarebbe "fisicamente e politicamente debole", perché le "frequenti lunghe nottate e l`inclinazione alle feste" gli impediscono "di riposarsi abbastanza". Secondo il Cavaliere, è la fitta agenda politica che gli impedisce di dedicarsi abbastanza alle feste.
Wikileaks ha pubblicato anche una mappa intitolata "Zone calde del pianeta". Tra queste, il lettone di Putin.
- Un funzionario americano a Roma definisce il Premier "incapace, vanitoso e inefficace come moderno leader europeo". Come barzellettiere invece non è niente male.
- Berlusconi è il portavoce di Putin in Europa. Quindi le barzellette non sono nemmeno sue.
- Putin e Medvedev sono come Batman e Robin. Frattini e Berlusconi come Minnie e Topolino.
 - Il premier italiano apprezza lo stile macho e autoritario del leader russo. Che carini, sono proprio come Adolf e Benito.
- Putin è un politico molto attento ai dettagli. Anche Silvio pretende sempre il tubino nero.
- Berlusconi e Putin si scambiano regali generosi. 1ballerina a te, 3 escort a me, ecc. ecc.
- Putin è un maschio dominante. Ma lo è diventato solo dopo le lezioni di Bunga Bunga.
- Berlusconi è un leader inaffidabile. In effetti, non tutti sapevano che fosse un leader.


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mercoledì 1 dicembre 2010

Prima della pensione, Bertolaso assume 150 precari (accuratamente selezionati tra amici e parenti)

Un minuto prima di lasciare la poltrona della Protezione civile, Disguido Bertolaso (come scrisse Travaglio) ha utilizzato 8 milioni di euro - denaro pubblico sottratto ai terremotati abruzzesi - per assumere a tempo indeterminato 150 individui: la moglie di un sottosegretario, i figli di generali e giudici (ma dove saranno tutte queste toghe rosse...) e la nipote di un cardinale. L'Espresso scrive che "mentre la pubblica amministrazione falcia i ranghi e il precariato diventa condizione di vita, negli uffici che dipendono da Palazzo Chigi c'è un'ondata di assunzioni che garantisce lo stipendio per figli di magistrati, prefetti... [...] Quando Bertolaso nel 2001 mise piede sulla tolda di comando, l'organico si basava su 320 unità, passate a 590 nel 2006 e schizzate a quasi 900 alla fine del suo mandato. Cinquecento persone in più in nove anni, con uffici lievitati emergenza dopo emergenza, sempre a colpi di ordinanza e mai in forza di un concorso. Un vero e proprio esercito in cui spiccano gli oltre 60 autisti, distaccati dalle forze dell'ordine, per i dirigenti". Molti di loro, spesso anche ottantenni, sono diventati funzionari di alto rango con contratti da 180 mila euro all'anno. Sono persone strettamente legate alla Corte dei conti, la magistratura che deve vigilare anche sulle spese della Protezione Civile. I sindacati hanno presentato un ricorso che verrà discusso a febbraio di fronte al Tar del Lazio. Eppure Bertolaso aveva sempre dichiarato di non aver mai favorito nessuno.

Inoltre - come ricorda ancora l'Espresso -, fino ad un momento prima del suo pensionamento, nell'incontro di saluto con il suo personale, ha scherzato sulle eruzioni dei vulcani: "Sapete tutti che l'unico rammarico che avrò, che avremo, sarà quello che purtroppo al Vesuvio e ai Campi Flegrei non è successo niente...". E tra le risate dei presenti, ha aggiunto: "Inutile che vi grattate, non vi grattate: da buon leghista vi dico che non sarebbe poi questa grande disgrazia...". Come se i crolli di Pompei e il problema dei rifiuti siano bazzecole. Per fortuna, Berlusconi ha detto di lui: «Stiamo cercando di trovare un modo che ci consenta di proseguire la collaborazione per continuare ad avvalerci della sua capacità superlativa» e gli ha affidato un ruolo da consulente ancora nell'ambito della Protezione Civile.


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sabato 27 novembre 2010

"Michelle ma belle": i giorni neri e altre storie bulgare del Ministro Bondi

Ieri nell'Amaca di Repubblica, Michele Serra l'ha raccontata in modo meraviglioso: "Fantastica la storia della vistosa attrice bulgara [Dragomira Bonev in arte Michelle], molto molto amica di Silvio, che ritiene di dovere essere invitata alla Mostra del Cinema di Venezia perché Silvio glielo aveva promesso. («Cherie, basta esibirti nei dancing: tu meriti Venezia!»). Si innesca una sarabanda di telefonate imbarazzate, con alti funzionari [Bondi in prima linea] che si ingegnano di trovare alla signora una degna cornice, inventandosi un premiolino di straforo e sperando che nessuno se ne accorga. Deliziata e ingenua, la signora arriva a Venezia convinta di essere la nuova Garbo, si ritrova in una saletta periferica (non si sa se con rinfresco o senza) [Sala Pasinetti], viene omaggiata dai suddetti alti funzionari e perfino dal direttore della Mostra, deportato all' uopo, e per un disguido crede - o le viene fatto credere - che il solo cronista [uno a caso, Carlo Rossella] casualmente presente sia l'insigne critico di un prestigioso quotidiano, al quale concede un'intervista impegnatissima. Manca solo il dirottamento in un parcheggio di Chioggia spacciandolo per piazza San Marco («Vede quanti piccioni, signora? Sono tutti qui per lei»),e il quadro della pietosa truffa è completo. L' amico Silvio, primo artefice della vicenda, si conferma l' ultimo, strepitoso soggettista dei B-movies all' italiana". Tra le altre cose, Michelle ha un sito personale in cui pubblicizza il suo ultimo straziante libro, curiosamente pubblicato da Mondadori. Anche secondo Wikipedia, il suo film “Goodbye Mama” - che non è stato mai visto nè in Bulgaria nè in Italia - è stato premiato alla 67ª edizione della Biennale di Venezia con la targa fasulla: "Action for Women" (riporta il logo della comunità europea e quello del ministero, è stata ordinata in tutta fretta in una bottega romana), un riconoscimento inesistente appositamente inventato per lei dal Ministro della Cultura Sandro Bondi. Alla premiazione è seguita la proiezione del film alla presenza di... quasi nessuno. Il Governo bulgaro ha respinto ogni addebito su pressioni fatte o spese sostenute per l'attrice. Secondo Corriere e Repubblica, la delegazione di 32 bulgari che è arrivata in Italia e ha mangiato e alloggiato in alberghi a 5 stelle è costata alle casse pubbliche italiane 400 mila euro.

Sono giorni neri per il poeta Bondi. I beni culturali che dovrebbe tutelare crollano miseramente a Pompei e non soli, gli attori e le strutture che dovrebbe sostenere lo contestano aspramente, la sua Novi Ligure (la banda musicale del paese soprattutto) riceve finanziamenti pubblici che a momenti neanche il Colosseo e persino i parenti lo mettono nei guai. "Il Fatto" ha svelato che il povero Vate ha sistemato al ministero l'ex marito e il figlio della sua compagna. Negli ultimi tempi, le sue poesie devono essere ancora più tristi e... sfiduciate.


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lunedì 22 novembre 2010

La rivolta delle escort tradite

Tutte loro si sono offerte (neanche troppo in sacrificio). Tutte loro desideravano qualcosa. Tutte loro hanno ottenuto denaro, gioielli e regali ma non sempre quello che domandavano. Ora tutte loro cercano popolarità alimentando i dubbi sul Premier (e non solo sulla sua sicurezza). Patrizia D'Addario chiedeva un "aiuto" per sbloccare la situazione di un cantiere edilizio, Nadia Macrì chiedeva un "aiuto" nella questione dell'affidamento del figlio, Ruby probabilmente chiedeva le attenzioni dei riflettori. Dopo lo scoppio degli scandali che le riguardavano - Noemi Letizia compresa -, tutte loro hanno ottenuto la celebrità, realizzato comparsate in televisione in Italia e all'estero, scritto libri, pubblicato cd "musicali",  avuto spazio sui giornali europei, occupato i media internazionali, partecipato a manifestazioni di spicco e sono state pagate per passare una serata in discoteca.

Tra le tante cose dette (e non richieste), Nadia (nella foto, in tenuta casalinga) ha dichiarato di non avere nessuna intenzione di lanciarsi nel mondo dello spettacolo (il 18 novembre scrive sui social network: «Da oggi ho deciso che non farò comparse televisive, foto e addirittura ospite nei locali notturni!! Vorrei che tutti voi mi appoggiaste su questa mia decisione! Motivo: vorrei ce mi crediate su tutto quello che è stato detto sui giornali, lotterò per questo… non mi abbasso ai loro livelli… qaundo sarà il momento parlerò. [...] Così sconfiggeremo l’ipocrisia del potere!!! Noi giovani decidiamo nel nostro futuro!! Vogliamo un mondo migliore! Nel frattempo che mi hanno vietato di parlare con la stampa, vado a lavorare onestamente come tutti voi!!!») ma oggi ha annunciato su Facebook la svolta della sua vita: sabato sarà ospite di un pub milanese e per l'occasione ha invitato tutti i suoi 4 mila amici virtuali. Sul profilo, un utente le consiglia: «Cavalca l’onda finchè puoi»; lei spiega: «Alla fine non faccio niente di male, è un lavoro. E poi insistono, ho tutti i giorni i giornalisti sotto casa…». Su CorrieredelMezzogiorno.it, l'arguto commentatore "Samarcanda" scrive: «La cosa più "bella" di queste serate con Ruby, Nadia e le altre è che la folla va curiosa seppur disapprovante ma, tacitamente, avanza tra la società l'idea che certe pratiche non siano più moralmente e socialmente sanzionabili per un fine ritenuto giusto: successo e danaro».



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venerdì 29 ottobre 2010

Uomini di cuore (L'amore ai tempi del Bunga Bunga)


Il "Bunga Bunga Gate" è la trama perfetta di una commedia all'italiana incentrata su personaggi che sono sempre al posto sbagliato: c'è Emilio Fede, giornalista di giorno e selezionatore di femmine di notte; c'è Nicole Minetti,  25enne ex-ballerina di Colorado Cafè e igienista dentale del Cavaliere, eletta consigliere del Pdl in Lombardia (chi riuscirà mai a spiegare il collegamento tra queste 3 attività?); c'è Lele Mora, il manager dei vip fallito ma protetto dal Premier; c'è Ruby, una minorenne marocchina che dovrebbe vivere al sicuro in una comunità e invece partecipa a party dove impara il bunga bunga; infine c'è Re Silvione, il presidente del consiglio che dovrebbe governare e invece organizza festini. Se il film fosse drammatico (e magari scritto da Feltri, Sallusti o Belpietro), potrebbe intitolarsi "Uomini di cuore" e avrebbe 3 protagonisti vittime di una femme fatale straniera (che poche ore fa ha dichiarato in un turbinio di contraddizioni a raffica: "Non intendo parlare di quando ho incontrato Silvio. Lo farò tra tre giorni quando sarò maggiorenne. Ma la verità non uscirà in televisione nè sui giornali. Non mi venderò come tante altre nella mia situazione. Io intendo pubblicare un libro dove racconto la verità sulla mia vita e dove ci sarà anche Silvio Berlusconi"): il direttore di Tg che dice di aver soltanto dato consigli alla ragazza;  il politico filantropo che l'aiuta personalmente con tutti i mezzi a sua disposizione; l'agente delle star che cerca addirittura di adottarla per il suo bene.

A quest'ultimo si è dedicato oggi Paolo Berizzi su Repubblica con un articolo straordinario per arguzia e ironia. Il ritratto di Lele, detto "Lella" dagli amici: coinvolto negli anni '80 in un'inchiesta per traffico di cocaina assieme a Patty Pravo, che lui poi nel Ferragosto del '96 portò a Villa Certosa su richiesta di Silvio. Fa il cuoco a Villa San Martino, un'altra residenza Berlusconi; è l'animatore del nuovo privè che il Premier si è costruito ad Arcore con pali per la lap dance e trono dorato. Una società fallita, accuse di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e false fatturazioni per 4 milioni di euro, già indagato per riciclaggio. Ex-parrucchiere, mussoliniano, ama leggere i falsi diari del Duce a casa del suo amico Dell'Utri, indagato per mafia. Come suoneria sul telefonino ha "Faccetta nera". Ha donato 2 milioni di euro all'ex amante Fabrizio Corona. Ultimamente stava uscendo dalla depressione grazie ad alcune ospitate nei media del suo mecenate: al Chiambretti Night, a Matrix e su Panorama. Per lui la sceneggiatura prevede un happy end: "Tra tre anni scendo in campo con il Pdl, ma solo se mi fanno senatore. E' il sogno della mia vita, il Paese ha bisogno anche di me".

Qualcuno svegli gli italiani e dica loro che non è un film.


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mercoledì 20 ottobre 2010

Una dose di cronaca nera per non pensare


"Aggressione nel metrò: donna rumena finisce in coma per un pugno". "Tassista investe un cane. Massacrato da una banda". "Incendio sul traghetto, grave un macchinista". "Giallo a Licata, coppia di anziani coniugi sgozzati". "Caso Scazzi: è stato lo zio insieme alla figlia e con l'aiuto della moglie". Bruno Vespa a Porta a Porta sfodera il plastico del garage al volo, Alessio vinci dedica alla notizia un'intera puntata di Matrix. Intanto, ad Avetrana si registra un afflusso di curiosi, i cosiddetti turisti dell'orrore.

Con tutto il rispetto per le vittime di queste (vere) tragedie, l'improvvisa scarica mediatica di fatti di cronaca nera sembra anomala. Con l'eccezione di Ballarò che si è concentrato sulle news politiche (e di Annozero che non va in onda per la sospensione di Santoro), per il resto negli ultimi giorni carta stampata e telegiornali si sono concentrati sugli eventi più truci, dando enorme risalto alle vicende della famiglia Misseri.

Intanto, la maggioranza di governo sta studiando il modo migliore di scassinare la Costituzione per salvare il presidente del consiglio dalla mannaia di processi che incombono sulla sua testa. Intanto Fabio Fazio e Roberto Saviano lottano contro il direttore generale della Rai Masi per andare in onda con un programma scomodo che avrebbe tra gli ospiti Paolo Rossi, Antonio Albanese e Roberto Benigni. Intanto a Terzigno i napoletani manifestano contro lo Stato che gli vuole mettere i rifiuti in casa. Intanto Calderoli ha cancellato un reato per salvare 36 leghisti. Intanto il Premier ha ribadito l'intenzione di eliminare le intercettazioni. L'Italia chiede un overdose di cronaca nera, per non pensare.
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domenica 17 ottobre 2010

Altro che Montecarlo, è molto meglio la villa ad Antigua


Nell'ultima puntata di Report, nonostante l'opposizione dell'avvocato Ghedini, la giornalista Milena Gabanelli ha parlato del Paradiso (fiscale) che Silvio Berlusconi si sarebbe costruito ad Antigua, un'isola inserita da Ocse e G20 nella lista nera dei cattivi perchè tralascia di far pagare le tasse agli investitori. Il Premier avrebbe versato 22 milioni di euro (piovuti chissà da dove e arrivati nelle tasche di chissà chi) per edificare un'intera area di 160 ettari e costruire 7 ville. Una di queste appartiene all'ex calciatore rossonero Shevchenko (si sa, in Ucraina fa molto freddo). La dimora faraonica che il Premier ha realizzato per le proprie vacanze è definita dagli abitanti del posto "Il Castello": «Viste dall'alto le case del premier occupano l'intera collina, due megaville che sembrano cinque, e quattro piscine, gli interni arredati con faretti Swarovski, cucine Boffi, arredamenti Turri...»; il primo ministro locale vorrebbe chiamare quel tratto di 6 km di costa "President Bay": un omaggio a tutti i presidenti del mondo o ad uno in particolare? Non è dato saperlo. In effetti, non molte settimane fa, Re Silvione aveva lamentato che per il troppo lavoro non aveva nemmeno il tempo di godersi le sue case di villeggiatura sparse in tutto il globo ma nell'occasione si consolava del fatto di essere bello, ricco e - per questo - desiderato dalle donne. Milena Gabanelli, dopo aver fatto riferimento al killeraggio mediatico ai danni di Fini per la casa a Montecarlo: «Abbiamo inseguito per mesi una Scavolini, qui le cucine sono Boffi... ben altra classe», ha commentato le immagini: «Da questa estate la stampa italiana indaga sull'opacità della proprietà di un appartamento di 55 metri quadrati a Montecarlo, perché coinvolge una figura istituzionale e quindi giustamente è richiesta trasparenza. (...) Rimane aperta la domanda: i 22 milioni di euro portati dal nostro premier ad Antigua corrispondono al reale valore di mercato di ciò che ha acquistato? E a chi li ha versati e chi è il proprietario di mezza isola? Un imprenditore catanese? Lui medesimo? Un'opacità che il presidente del Consiglio avrebbe il dovere di dissipare». Carmelo Briguglio, deputato di Futuro e Liberta' per l'Italia, ha ironizzato: «Siamo certi che per quanto riguarda la casa di Berlusconi ad Antigua, Il Giornale, Libero e soprattutto il Tg1 affronteranno la vicenda con la capacita' critica di sempre, figlia della loro liberta' di stampa e che approfondiranno con particolare attenzione la questione relativa alla cucina». Poco più di due settimane fa, Marco Travaglio aveva già fatto riferimento alle ville ad Antigua e alle società off-shore usate da Berlusconi:

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martedì 28 settembre 2010

Massimo Calearo, un uomo buono per ogni stagione

Alla fine di un giro di altalena, il deputato vicentino Massimo Calearo (in foto) - eletto con il Pd perchè fortemente voluto tempo fa da "la so lunga" Veltroni -  ha abbandonato il partito "Api" di Rutelli (perchè più che l'Alleanza Per l'Italia a lui interessa l'alleanza con  Berlusconi) e si è unito al Gruppo Misto (che è un po' come una macedonia, una pizza quattro stagioni, un fritto misto: accoglie fuoriusciti e politici di tutte le paste). Il suo ormai ex partito l'ha presa bene: ''Auguriamo buona fortuna a Massimo Calearo che ha confermato nella riunione del gruppo Api la sua speranza di diventare ministro con Berlusconi. Suggeriamo al premier di affiancargli come sottosegretario l'onorevole Bruno Cesario (ndr: altro coraggioso che, al momento del passaggio dalla parte di Re Silvio, ha ringraziato Padre Pio)''. Antonello Caporale l'ha intervistato su Repubblica: 
(Calearo) "Parliamoci chiaro: qui non esiste neanche l'ombra dell'opposizione. Non esiste l'ombra di una alternativa. Se facciamo cadere Berlusconi c'è il buio fitto".
(Caporale) Quindi col suo sì a Berlusconi lavora per l'alternativa a Berlusconi.
(Calearo) "Il mio sì concede tempo a coloro che devono organizzare un'idea di governo differente da questo".
(Caporale) Raffinata strategia.
(Calearo) "Sa che a Montecitorio anche gli amici del Pdl mi dicono: ma chi te lo fa fare? Ma non vedi che il Berlusca è in caduta libera?"
(Caporale) E lei niente.
(Calearo) "Ho sale in zucca e noto il deserto politico e di idee. A parte la Lega cosa c'è, cosa c'è? Me lo dica lei".
Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd Veneto, ha salutato con affetto Calearo definendolo "una figurina Panini della politica, che giustamente compie il suo destino: passare di mano in mano". Nel novembre del 2009, dopo la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie, Calearo lasciò il Partito Democratico, dichiarando di non essere mai stato di sinistra. Ma Walter Veltroni crede nell'uomo e ha detto di aver parlato "oggi con Massimo Calearo, al quale ho ricordato l'impegno da lui assunto, prima e dopo il voto, a sostegno del centrosinistra e - dato il risultato elettorale - in opposizione al centrodestra. Un impegno che è etico, perchè comporta il rispetto degli elettori e della volontà espressa con il loro voto. Calearo, pur ribadendo le ragioni di un disagio politico mi ha confermato nettamente la sua volontà di attenersi all'impegno assunto davanti agli elettori. Sono certo che sarà coerente con se stesso". E se garantisce lui...
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giovedì 22 luglio 2010

Povero Verdini: tanti sacrifici per soli 2,6 milioni di euro

Giornata di conti in tasca. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini ha detto che i milioni sul contocorrente sono frutto dei sacrifici suoi, della moglie e dei soci. Di personaggi che hanno fatto soldi a palate ne vengono in mente solo due: uno è Paperon De' Paperoni con la sua moneta "Numero Uno" ma è solo un fumetto di fantasia; l'altro è Re Silvione che ha cominciato con le famose 100 lire (o con la valiga piena di banconote piovuta dall'alto, come ha immaginato Nanni Moretti ne "Il Caimano" in una celebre scena che curiosamente non è rintracciabile sul web). Mentre sono stati messi sotto accertamento anche i depositi bancari del pitreista Carboni e del condannato Dell'Utri (che, a sentire "L'Amaca" di Michele Serra, è spesso ospite a cena di Lele Mora, il quale nella sua casa di Lugano organizza serate culturali in cui si leggono ad alta voce i Diari di Mussolini, anche se sono notoriamente falsi), oggi si sono fatti i conti in tasca anche i parlamentari che parlano di ridursi l'esosa indennità ma a modo loro: nella manovra anti-crisi, "Delirium Tremens" Tremonti ha stabilito che il taglio deve essere del 10% ma non ha specificato se riguarda tutto lo stipendio o solo alcune voci. Pertanto le possibilità di riduzioni oscillano drasticamente: potrebbero essere di sostanziosi 550mila euro o di ridicoli 2mila euro. Delle varie voci presenti nella busta paga degli Onorevoli sorprendono i 258euro, la somma più piccola di tutte, previsti per il rimborso delle spese telefoniche: ma a giudicare dalla mole di intercettazioni degli ultimi mesi, quei 258euri ai deputati non bastano, ne spendono sicuramente molti di più per fare i loro interessi attaccati alla cornetta; e loro poverini si voglio anche abbassare quel modesto salario di oltre 21mila euro mensili (comprensivo di tutti i vari bonus). Intanto il segretario dei Radicali Mario Staderini ha commentato che la "vera truffa sono i rimborsi elettorali grazie ai quali, ad ogni legislatura, nelle casse dei partiti finiscono 500 milioni di euro di finanziamento pubblico a fronte di poco più di 100 milioni di spese documentate".

DIABOLINK:
- Roberto Saviano non ha copiato Gomorra: anzi, sono i suoi accusatori-detrattori ad aver copiato lui.
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mercoledì 21 luglio 2010

Barbara Berlusconi: appena laureata, già docente

I figli so piezz e' core e ogni scarafò è bello a mamma sò. Barbara Berlusconi, orgoglio di papà Silvione, si è laureata a pieni voti, con lode. Certo, bisognerebbe precisare che si trattava di una laurea triennale in filosofia, raggiunta con 50-60 mesi di ritardo alla veneranda età di 25 anni (con due figli a carico, però). E pensare che i corridoi della Sorbona ancora risuonano dei passi di tacchi di Re Silvione. Purtroppo un'autorevole docente dell'Università San Raffaele di Milano, Roberta De Monticelli (e non si tratta certo della prima scema che passa), ha rovinato i festeggiamenti con una lettera a Repubblica in cui denuncia che, subito dopo la cerimonia, il rettore Don Verzè ha offerto seduta stante una cattedra alla neolaureata Barbarella - discriminando e umiliando gli studenti e i professori di tutta Italia. Barby, per altro apparsa molto poco interessata all'offerta, ha risposto imbarazzata: "Ci penso". Ma è arrivata la pronta smentita del San Raffaele: non ci sarebbe stata nessuna proposta di lavoro. In seconda battuta, Roberta De Monticelli ha raccontato che inspiegabilmente è stata esclusa, senza ragioni esplicite, dalla commissione che ha giudicato Barbarina; eppure aveva fatto parte di tutte le commissioni del giorno prima e del giorno stesso. Ora il quiz è questo: per quanto tempo, Roberta De Monticelli resisterà al suo posto di docente nell'Università San Raffaele di Milano?

DIABOLINK:
- Letizia Moratti è Batman: nottetempo il sindaco di Milano Letizia Moratti si traveste. Cioè si rende irriconoscibile. Costringe il figlio Gabriele, novello Robin, a uscire con lei per andare a visitare le vie meneghine dove girano droga, prostituzione e delinquenza. Ed è sempre riuscita a tornare a casa.
- "Recenti indagini hanno svelato l’esistenza di un’associazione con fini politici che agisce nella completa oscurità: il Pd." (http://www.spinoza.it/)
- Le amnesie del Tg1: chi è Mangano?
- Intanto gli Artisti Uniti per l'Abruzzo si sono guardati in faccia e si sono chiesti: ma dove è finita la milionata di euri che abbiamo raccolto per la ricostruzione post-terremoto. Si attende la risposta di Bon Bondi.
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