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sabato 27 novembre 2010

"Michelle ma belle": i giorni neri e altre storie bulgare del Ministro Bondi

Ieri nell'Amaca di Repubblica, Michele Serra l'ha raccontata in modo meraviglioso: "Fantastica la storia della vistosa attrice bulgara [Dragomira Bonev in arte Michelle], molto molto amica di Silvio, che ritiene di dovere essere invitata alla Mostra del Cinema di Venezia perché Silvio glielo aveva promesso. («Cherie, basta esibirti nei dancing: tu meriti Venezia!»). Si innesca una sarabanda di telefonate imbarazzate, con alti funzionari [Bondi in prima linea] che si ingegnano di trovare alla signora una degna cornice, inventandosi un premiolino di straforo e sperando che nessuno se ne accorga. Deliziata e ingenua, la signora arriva a Venezia convinta di essere la nuova Garbo, si ritrova in una saletta periferica (non si sa se con rinfresco o senza) [Sala Pasinetti], viene omaggiata dai suddetti alti funzionari e perfino dal direttore della Mostra, deportato all' uopo, e per un disguido crede - o le viene fatto credere - che il solo cronista [uno a caso, Carlo Rossella] casualmente presente sia l'insigne critico di un prestigioso quotidiano, al quale concede un'intervista impegnatissima. Manca solo il dirottamento in un parcheggio di Chioggia spacciandolo per piazza San Marco («Vede quanti piccioni, signora? Sono tutti qui per lei»),e il quadro della pietosa truffa è completo. L' amico Silvio, primo artefice della vicenda, si conferma l' ultimo, strepitoso soggettista dei B-movies all' italiana". Tra le altre cose, Michelle ha un sito personale in cui pubblicizza il suo ultimo straziante libro, curiosamente pubblicato da Mondadori. Anche secondo Wikipedia, il suo film “Goodbye Mama” - che non è stato mai visto nè in Bulgaria nè in Italia - è stato premiato alla 67ª edizione della Biennale di Venezia con la targa fasulla: "Action for Women" (riporta il logo della comunità europea e quello del ministero, è stata ordinata in tutta fretta in una bottega romana), un riconoscimento inesistente appositamente inventato per lei dal Ministro della Cultura Sandro Bondi. Alla premiazione è seguita la proiezione del film alla presenza di... quasi nessuno. Il Governo bulgaro ha respinto ogni addebito su pressioni fatte o spese sostenute per l'attrice. Secondo Corriere e Repubblica, la delegazione di 32 bulgari che è arrivata in Italia e ha mangiato e alloggiato in alberghi a 5 stelle è costata alle casse pubbliche italiane 400 mila euro.

Sono giorni neri per il poeta Bondi. I beni culturali che dovrebbe tutelare crollano miseramente a Pompei e non soli, gli attori e le strutture che dovrebbe sostenere lo contestano aspramente, la sua Novi Ligure (la banda musicale del paese soprattutto) riceve finanziamenti pubblici che a momenti neanche il Colosseo e persino i parenti lo mettono nei guai. "Il Fatto" ha svelato che il povero Vate ha sistemato al ministero l'ex marito e il figlio della sua compagna. Negli ultimi tempi, le sue poesie devono essere ancora più tristi e... sfiduciate.


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domenica 21 novembre 2010

L'eclissi lenta e silenziosa degli imprenditori italiani

Una settimana fa, l'imprenditore veneto Santo Sergio Merlo - sposato e padre di due figli - si è tolto la vita a 71 anni gettandosi nel canale Bretella. Dopo 38 anni, lo scorso giugno la sua fabbrica di doposci che a Caerano (Treviso) dava lavoro a 10 persone aveva chiuso dichiarando il fallimento perchè i clienti non pagavano (aspettava un credito di 1 milione di euro) e la concorrenza cinese era troppo forte. Come ha ricordato Alessandro Longo su Repubblica, Santo è il ventunesimo titolare di azienda e lavoratore che si è tolto la vita dal 2008 nell' ex felice Nord Est.


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venerdì 29 ottobre 2010

Uomini di cuore (L'amore ai tempi del Bunga Bunga)


Il "Bunga Bunga Gate" è la trama perfetta di una commedia all'italiana incentrata su personaggi che sono sempre al posto sbagliato: c'è Emilio Fede, giornalista di giorno e selezionatore di femmine di notte; c'è Nicole Minetti,  25enne ex-ballerina di Colorado Cafè e igienista dentale del Cavaliere, eletta consigliere del Pdl in Lombardia (chi riuscirà mai a spiegare il collegamento tra queste 3 attività?); c'è Lele Mora, il manager dei vip fallito ma protetto dal Premier; c'è Ruby, una minorenne marocchina che dovrebbe vivere al sicuro in una comunità e invece partecipa a party dove impara il bunga bunga; infine c'è Re Silvione, il presidente del consiglio che dovrebbe governare e invece organizza festini. Se il film fosse drammatico (e magari scritto da Feltri, Sallusti o Belpietro), potrebbe intitolarsi "Uomini di cuore" e avrebbe 3 protagonisti vittime di una femme fatale straniera (che poche ore fa ha dichiarato in un turbinio di contraddizioni a raffica: "Non intendo parlare di quando ho incontrato Silvio. Lo farò tra tre giorni quando sarò maggiorenne. Ma la verità non uscirà in televisione nè sui giornali. Non mi venderò come tante altre nella mia situazione. Io intendo pubblicare un libro dove racconto la verità sulla mia vita e dove ci sarà anche Silvio Berlusconi"): il direttore di Tg che dice di aver soltanto dato consigli alla ragazza;  il politico filantropo che l'aiuta personalmente con tutti i mezzi a sua disposizione; l'agente delle star che cerca addirittura di adottarla per il suo bene.

A quest'ultimo si è dedicato oggi Paolo Berizzi su Repubblica con un articolo straordinario per arguzia e ironia. Il ritratto di Lele, detto "Lella" dagli amici: coinvolto negli anni '80 in un'inchiesta per traffico di cocaina assieme a Patty Pravo, che lui poi nel Ferragosto del '96 portò a Villa Certosa su richiesta di Silvio. Fa il cuoco a Villa San Martino, un'altra residenza Berlusconi; è l'animatore del nuovo privè che il Premier si è costruito ad Arcore con pali per la lap dance e trono dorato. Una società fallita, accuse di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale e false fatturazioni per 4 milioni di euro, già indagato per riciclaggio. Ex-parrucchiere, mussoliniano, ama leggere i falsi diari del Duce a casa del suo amico Dell'Utri, indagato per mafia. Come suoneria sul telefonino ha "Faccetta nera". Ha donato 2 milioni di euro all'ex amante Fabrizio Corona. Ultimamente stava uscendo dalla depressione grazie ad alcune ospitate nei media del suo mecenate: al Chiambretti Night, a Matrix e su Panorama. Per lui la sceneggiatura prevede un happy end: "Tra tre anni scendo in campo con il Pdl, ma solo se mi fanno senatore. E' il sogno della mia vita, il Paese ha bisogno anche di me".

Qualcuno svegli gli italiani e dica loro che non è un film.


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martedì 28 settembre 2010

Massimo Calearo, un uomo buono per ogni stagione

Alla fine di un giro di altalena, il deputato vicentino Massimo Calearo (in foto) - eletto con il Pd perchè fortemente voluto tempo fa da "la so lunga" Veltroni -  ha abbandonato il partito "Api" di Rutelli (perchè più che l'Alleanza Per l'Italia a lui interessa l'alleanza con  Berlusconi) e si è unito al Gruppo Misto (che è un po' come una macedonia, una pizza quattro stagioni, un fritto misto: accoglie fuoriusciti e politici di tutte le paste). Il suo ormai ex partito l'ha presa bene: ''Auguriamo buona fortuna a Massimo Calearo che ha confermato nella riunione del gruppo Api la sua speranza di diventare ministro con Berlusconi. Suggeriamo al premier di affiancargli come sottosegretario l'onorevole Bruno Cesario (ndr: altro coraggioso che, al momento del passaggio dalla parte di Re Silvio, ha ringraziato Padre Pio)''. Antonello Caporale l'ha intervistato su Repubblica: 
(Calearo) "Parliamoci chiaro: qui non esiste neanche l'ombra dell'opposizione. Non esiste l'ombra di una alternativa. Se facciamo cadere Berlusconi c'è il buio fitto".
(Caporale) Quindi col suo sì a Berlusconi lavora per l'alternativa a Berlusconi.
(Calearo) "Il mio sì concede tempo a coloro che devono organizzare un'idea di governo differente da questo".
(Caporale) Raffinata strategia.
(Calearo) "Sa che a Montecitorio anche gli amici del Pdl mi dicono: ma chi te lo fa fare? Ma non vedi che il Berlusca è in caduta libera?"
(Caporale) E lei niente.
(Calearo) "Ho sale in zucca e noto il deserto politico e di idee. A parte la Lega cosa c'è, cosa c'è? Me lo dica lei".
Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd Veneto, ha salutato con affetto Calearo definendolo "una figurina Panini della politica, che giustamente compie il suo destino: passare di mano in mano". Nel novembre del 2009, dopo la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie, Calearo lasciò il Partito Democratico, dichiarando di non essere mai stato di sinistra. Ma Walter Veltroni crede nell'uomo e ha detto di aver parlato "oggi con Massimo Calearo, al quale ho ricordato l'impegno da lui assunto, prima e dopo il voto, a sostegno del centrosinistra e - dato il risultato elettorale - in opposizione al centrodestra. Un impegno che è etico, perchè comporta il rispetto degli elettori e della volontà espressa con il loro voto. Calearo, pur ribadendo le ragioni di un disagio politico mi ha confermato nettamente la sua volontà di attenersi all'impegno assunto davanti agli elettori. Sono certo che sarà coerente con se stesso". E se garantisce lui...
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mercoledì 22 settembre 2010

Pd: Profumo d'Intesa

Il Partito Democratico misurerà con un sondaggio la popolarità del banchiere Alessandro Profumo per valutare la sua candidatura a leader del centro-sinistra (Menichini e Sofri negano). La notizia suona strana perchè quest'uomo è stato licenziato dalla poltrona di amministratore delegato del gruppo Unicredit (per giunta con una liquidazione di 40 milioni di euro): scegliere come condottiero uno che è appena stato cacciato non sembra sensato. Inoltre il dirigente d'azienda in questione, seppure professionalmente stimato da tutti e sostenitore dichiarato del Pd, ha sempre voluto lavorare all'ombra ed è certamente poco noto alla massa elettorale. Eppure Repubblica l'ha lanciato: «Non si può escludere, vista la giovane età (ndr: ma 53 anni sono davvero così pochi?) e l’impegno civile del personaggio dimostrato in più occasioni, una discesa nell’agone politico in questo momento di grande confusione morale e istituzionale per l’Italia repubblicana». E' stato definito il "Papa straniero", l'"Ultimo dei moicani"... forse è pure l'Highlander, chi lo sa. Secondo Piero Ricca de Il fatto, gli affari di Profumo sono anche un po' maleodoranti: si alleò con il plurindagato Geronzi, la sua banca è stata coinvolta nel mercato internazionale di armi, la sua milionaria liquidazione sottolinea l’incredibile divaricazione fra gli stipendi dei top manager e quelli di impiegati e operai (che cozza parecchio con l'ideologia di sinistra). Chiamparino, BersaniRomano Prodi hanno smentito che il Pd abbia contattato Profumo. E allora questo tam tam serve solo a dare l'idea di un partito sempre più smarrito, privo di leadership, incapace di sfruttare le difficoltà della maggioranza, in preda al totonomi e giunto al punto di volersi affidare a personaggi esterni o, comunque, al primo che passa.
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mercoledì 21 luglio 2010

Barbara Berlusconi: appena laureata, già docente

I figli so piezz e' core e ogni scarafò è bello a mamma sò. Barbara Berlusconi, orgoglio di papà Silvione, si è laureata a pieni voti, con lode. Certo, bisognerebbe precisare che si trattava di una laurea triennale in filosofia, raggiunta con 50-60 mesi di ritardo alla veneranda età di 25 anni (con due figli a carico, però). E pensare che i corridoi della Sorbona ancora risuonano dei passi di tacchi di Re Silvione. Purtroppo un'autorevole docente dell'Università San Raffaele di Milano, Roberta De Monticelli (e non si tratta certo della prima scema che passa), ha rovinato i festeggiamenti con una lettera a Repubblica in cui denuncia che, subito dopo la cerimonia, il rettore Don Verzè ha offerto seduta stante una cattedra alla neolaureata Barbarella - discriminando e umiliando gli studenti e i professori di tutta Italia. Barby, per altro apparsa molto poco interessata all'offerta, ha risposto imbarazzata: "Ci penso". Ma è arrivata la pronta smentita del San Raffaele: non ci sarebbe stata nessuna proposta di lavoro. In seconda battuta, Roberta De Monticelli ha raccontato che inspiegabilmente è stata esclusa, senza ragioni esplicite, dalla commissione che ha giudicato Barbarina; eppure aveva fatto parte di tutte le commissioni del giorno prima e del giorno stesso. Ora il quiz è questo: per quanto tempo, Roberta De Monticelli resisterà al suo posto di docente nell'Università San Raffaele di Milano?

DIABOLINK:
- Letizia Moratti è Batman: nottetempo il sindaco di Milano Letizia Moratti si traveste. Cioè si rende irriconoscibile. Costringe il figlio Gabriele, novello Robin, a uscire con lei per andare a visitare le vie meneghine dove girano droga, prostituzione e delinquenza. Ed è sempre riuscita a tornare a casa.
- "Recenti indagini hanno svelato l’esistenza di un’associazione con fini politici che agisce nella completa oscurità: il Pd." (http://www.spinoza.it/)
- Le amnesie del Tg1: chi è Mangano?
- Intanto gli Artisti Uniti per l'Abruzzo si sono guardati in faccia e si sono chiesti: ma dove è finita la milionata di euri che abbiamo raccolto per la ricostruzione post-terremoto. Si attende la risposta di Bon Bondi.
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martedì 20 luglio 2010

Le mozzarelle di Don Formigoni e il "megalomano": il linguaggio della classe dirigente


Sono curiose le telefonate del Governatore della Lombardia Don Formigoni, che continua a dirsi estraneo alla P3. Alza la cornetta e parla con gli amici della cricca: "C'è l'impegno a continuare a camminare e a passeggiare, che adesso arriva la primavera e quindi bisogna tutti un po' dimagrire"; "Eh, ma guarda che è il nostro Capo che ha bisogno di una cosa del genere eh". E soprattutto, la splendida mozzarella:
MARTINO Credo che ti arrivi quella mozzarelle buona che hanno in casa là.
FORMIGONI Ho capito, va bene la mozzarella
MARTINO: Che è la cosa più importante
FORMIGONI E' sempre splendida, ma tu Arcangelo se de .... non muoverti. Fai viaggiare la mozzarella poi ti muovi quando è necessario che tu ti muova. Hai capito?
E ancora: parlando con l'assessore arrestato Arcangelo Martino, chiede se «malgrado la neve ci saranno visite». Immediata la smentita di Formigoni: "Le mozzarelle erano mozzarelle e le camminate erano passeggiate". "Forse - ironizza il governatore lombardo - hanno ragione: non si trattava solo di mozzarelle ma, se ricordo bene, di qualche caciocavallo e forse perfino di qualche burrata. Gustosissimi formaggi campani, freschi di giornata, che devono viaggiare velocemente per arrivare ancora freschi".
Poi c'è quel gentiluomo di Martino che con la sua bocca ornata di rose parla così: "dossier froci"; "Ma quale associazione segreta, signor giudice! Semmai un'assemblea di figure e 'mmerda. Le cose nelle carte sono poesia e fantasia..."; "Eh, che figura di merda, la Corte Costituzionale. Nun cumannam manc''o cazz"; "Ma a paga 'e chist eran sett, so stat semp set"; e dulcis in fundo: "Lombardi (uno dei pitreisti ndr) è e resta un megalomano".
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