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domenica 28 novembre 2010

Sulla scia di "Vieni via con me", Tremonti fa un elenco (involontariamente comico)

Il Ministro dell'Economia Giulio Tremonti, parlando a Pavullo (Modena) insieme al Senatùr Umberto Bossi, ha imitato l'idea televisiva di Fazio e Saviano facendo l'elenco degli aspetti che distinguono la destra dalla sinistra: "Quelli di sinistra vogliono più immigrazione, noi più ordine. Vogliono dare il voto agli immigrati, noi no. Loro vogliono dare agli immigrati case popolari e asili, noi preferiamo i nostri giovani e i nostri anziani. Loro amano i centri sociali, noi preferiamo le parrocchie, loro simboleggiano la famiglia orizzontale con l'anello, ma qualcuno lo usa come orecchino. Noi preferiamo la famiglia normale e l'anello al dito. A loro piacciono kebab e cous cous, a noi la trippa, le crescentine e lo gnocco fritto". Per fortuna, il ministro non parteciperà alla puntata (l'ultima?) di "Vieni via con me" di domani sera. Mai come questa volta: diffidare dalle imitazioni.

DIABOLINK:

- SATIRA PREVENTIVA (clicca qui): su L'Espresso, Michele Serra scherza brillantemente sulle insistenti repliche di Roberto Maroni alle accuse di Saviano.
- PIU' TENENTE COLOMBO E MENO TG4 (Clicca qui): sul Corriere, due giornalisti scientifici pregano Aldo Grasso di intervenire per evitare che le puntate del Tenente Colombo vengano tagliate grossolanamente tutte le domeniche snaturando il telefilm e violando le regole del "giallo".


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mercoledì 22 settembre 2010

Pd: Profumo d'Intesa

Il Partito Democratico misurerà con un sondaggio la popolarità del banchiere Alessandro Profumo per valutare la sua candidatura a leader del centro-sinistra (Menichini e Sofri negano). La notizia suona strana perchè quest'uomo è stato licenziato dalla poltrona di amministratore delegato del gruppo Unicredit (per giunta con una liquidazione di 40 milioni di euro): scegliere come condottiero uno che è appena stato cacciato non sembra sensato. Inoltre il dirigente d'azienda in questione, seppure professionalmente stimato da tutti e sostenitore dichiarato del Pd, ha sempre voluto lavorare all'ombra ed è certamente poco noto alla massa elettorale. Eppure Repubblica l'ha lanciato: «Non si può escludere, vista la giovane età (ndr: ma 53 anni sono davvero così pochi?) e l’impegno civile del personaggio dimostrato in più occasioni, una discesa nell’agone politico in questo momento di grande confusione morale e istituzionale per l’Italia repubblicana». E' stato definito il "Papa straniero", l'"Ultimo dei moicani"... forse è pure l'Highlander, chi lo sa. Secondo Piero Ricca de Il fatto, gli affari di Profumo sono anche un po' maleodoranti: si alleò con il plurindagato Geronzi, la sua banca è stata coinvolta nel mercato internazionale di armi, la sua milionaria liquidazione sottolinea l’incredibile divaricazione fra gli stipendi dei top manager e quelli di impiegati e operai (che cozza parecchio con l'ideologia di sinistra). Chiamparino, BersaniRomano Prodi hanno smentito che il Pd abbia contattato Profumo. E allora questo tam tam serve solo a dare l'idea di un partito sempre più smarrito, privo di leadership, incapace di sfruttare le difficoltà della maggioranza, in preda al totonomi e giunto al punto di volersi affidare a personaggi esterni o, comunque, al primo che passa.
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