La spiegazione è elementare, anzi matematica. Stando a Il Sole 24 Ore, non si andrà alle elezioni a gennaio perchè 245 deputati e 107 senatori matureranno la pensione soltanto in primavera e, in caso di voto anticipato, perderebbero il diritto al tanto sospirato vitalizio - non sia mai (della serie: toglietemi tutto ma non il mio compenso). Secondo Di Nicola de L'Espresso, esiste addirittura un movimento che attraversa tutti gli schieramenti: il Pap, Partito degli Aspiranti alla Pensione. Va da sè che questi onorevoli (nel senso che si sentono uomini assolutamente onorevoli di percepire un lautissimo stipendio) siano pronti a tutto, anche a cambiare sponda politica, pur di non andare alla urne prima del mese di maggio. Però, da un certo punto di vista, è bello vedere che la classe dirigente sia così tanto attenta a non perdere i soldi dei contribuenti.
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mercoledì 13 ottobre 2010
Perchè a gennaio non si andrà al voto
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martedì 28 settembre 2010
Massimo Calearo, un uomo buono per ogni stagione
Alla fine di un giro di altalena, il deputato vicentino Massimo Calearo (in foto) - eletto con il Pd perchè fortemente voluto tempo fa da "la so lunga" Veltroni - ha abbandonato il partito "Api" di Rutelli (perchè più che l'Alleanza Per l'Italia a lui interessa l'alleanza con Berlusconi) e si è unito al Gruppo Misto (che è un po' come una macedonia, una pizza quattro stagioni, un fritto misto: accoglie fuoriusciti e politici di tutte le paste). Il suo ormai ex partito l'ha presa bene: ''Auguriamo buona fortuna a Massimo Calearo che ha confermato nella riunione del gruppo Api la sua speranza di diventare ministro con Berlusconi. Suggeriamo al premier di affiancargli come sottosegretario l'onorevole Bruno Cesario (ndr: altro coraggioso che, al momento del passaggio dalla parte di Re Silvio, ha ringraziato Padre Pio)''. Antonello Caporale l'ha intervistato su Repubblica:
(Calearo) "Parliamoci chiaro: qui non esiste neanche l'ombra dell'opposizione. Non esiste l'ombra di una alternativa. Se facciamo cadere Berlusconi c'è il buio fitto".
(Caporale) Quindi col suo sì a Berlusconi lavora per l'alternativa a Berlusconi.
(Calearo) "Il mio sì concede tempo a coloro che devono organizzare un'idea di governo differente da questo".
(Caporale) Raffinata strategia.
(Calearo) "Sa che a Montecitorio anche gli amici del Pdl mi dicono: ma chi te lo fa fare? Ma non vedi che il Berlusca è in caduta libera?"
(Caporale) E lei niente.
(Calearo) "Ho sale in zucca e noto il deserto politico e di idee. A parte la Lega cosa c'è, cosa c'è? Me lo dica lei".
Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd Veneto, ha salutato con affetto Calearo definendolo "una figurina Panini della politica, che giustamente compie il suo destino: passare di mano in mano". Nel novembre del 2009, dopo la vittoria di Pier Luigi Bersani alle primarie, Calearo lasciò il Partito Democratico, dichiarando di non essere mai stato di sinistra. Ma Walter Veltroni crede nell'uomo e ha detto di aver parlato "oggi con Massimo Calearo, al quale ho ricordato l'impegno da lui assunto, prima e dopo il voto, a sostegno del centrosinistra e - dato il risultato elettorale - in opposizione al centrodestra. Un impegno che è etico, perchè comporta il rispetto degli elettori e della volontà espressa con il loro voto. Calearo, pur ribadendo le ragioni di un disagio politico mi ha confermato nettamente la sua volontà di attenersi all'impegno assunto davanti agli elettori. Sono certo che sarà coerente con se stesso". E se garantisce lui...
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lunedì 27 settembre 2010
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono fior di arringhe
Sul Corriere della Sera di oggi, Gian Antonio Stella ha raccontato divertito la disputa legale tra Sgarbi e Travaglio, che verte sull'annosa questione degli escrementi. Prima ad Annozero e poi di nuovo a Domenica 5, Sgorby ha insultato il giornalista paragonandolo ad una porzione di cacca (nella prima occasione) e ad una cacca tutta intera (nella seconda), guadagnandosi una pronta denuncia. Ieri i legali del critico (nel senso che è proprio un soggetto critico) hanno imbastito una curiosa difesa, basata sull'apologia della pupù: è sana, bella e «fa bene al corpo ed anche all'anima»; praticamente la merda è miracolosa. «Se in un agriturismo ci forniscono prodotti dell'agricoltura biologica significa che essi sono fatti con la merda nel senso che l'agricoltura biologica vuol dire coltivazioni in terreni concimati non con prodotti industriali ma con letame, con la merda, appunto, la quale serve a fertilizzare i terreni». Gli avvocati, disperati, non sapevano che pesci prendere e, pur di tutelare il proprio assistito, sono arrivati a citare la "Via del Campo" di Faber, che comprensibilmente si sarà rivoltato nella tomba. Secondo la curiosa tesi dei difensori di Sgarbi, per esprimere stima e affetto, d'ora in poi sarà possibile dare del pezzo di m... al prossimo. Sgarbi compreso.
mercoledì 22 settembre 2010
Pd: Profumo d'Intesa
Il Partito Democratico misurerà con un sondaggio la popolarità del banchiere Alessandro Profumo per valutare la sua candidatura a leader del centro-sinistra (Menichini e Sofri negano). La notizia suona strana perchè quest'uomo è stato licenziato dalla poltrona di amministratore delegato del gruppo Unicredit (per giunta con una liquidazione di 40 milioni di euro): scegliere come condottiero uno che è appena stato cacciato non sembra sensato. Inoltre il dirigente d'azienda in questione, seppure professionalmente stimato da tutti e sostenitore dichiarato del Pd, ha sempre voluto lavorare all'ombra ed è certamente poco noto alla massa elettorale. Eppure Repubblica l'ha lanciato: «Non si può escludere, vista la giovane età (ndr: ma 53 anni sono davvero così pochi?) e l’impegno civile del personaggio dimostrato in più occasioni, una discesa nell’agone politico in questo momento di grande confusione morale e istituzionale per l’Italia repubblicana». E' stato definito il "Papa straniero", l'"Ultimo dei moicani"... forse è pure l'Highlander, chi lo sa. Secondo Piero Ricca de Il fatto, gli affari di Profumo sono anche un po' maleodoranti: si alleò con il plurindagato Geronzi, la sua banca è stata coinvolta nel mercato internazionale di armi, la sua milionaria liquidazione sottolinea l’incredibile divaricazione fra gli stipendi dei top manager e quelli di impiegati e operai (che cozza parecchio con l'ideologia di sinistra). Chiamparino, Bersani e Romano Prodi hanno smentito che il Pd abbia contattato Profumo. E allora questo tam tam serve solo a dare l'idea di un partito sempre più smarrito, privo di leadership, incapace di sfruttare le difficoltà della maggioranza, in preda al totonomi e giunto al punto di volersi affidare a personaggi esterni o, comunque, al primo che passa.
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sabato 31 luglio 2010
Le "vacanze domiciliarie" di Balducci, il faccendiere detenuto in piscina
L'uomo pacioccone della foto accanto è Angelo Balducci, il "David Copperfield degli appalti ": in Italia, come li truccava lui, nessuno mai. Per 10 anni li ha pilotati tutti, dal Giubileo al G8. Questo funzionario statale, ex Presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, è stato condannato agli arresti domiciliari per corruzione. Come mostrano le foto pubblicate da l'Espresso, sta trascorrendo la custodia cautelare in una prigione di massima sicurezza, nel senso che sta sicuro, tranquillo e beato a casa sua a Montepulciano, in una villa di 300 metri quadrati con tanto di piscina: passeggia per i viali, si tuffa, fa il bagnetto e un po' di ginnastica (ma senza esagerare), prende la tintarella e si gode l'immeritato relax. Ora, il cosiddetto "re della cricca" è ovviamente libero di scontare i domiciliari in qualsiasi abitazione di sua proprietà, peccato che quella mega-tenuta da 13 vani (più 2 dependance, per un totale di 24 locali) costituisca anche "la prova e il corpo del reato": è stata ristrutturata gratuitamente da Diego Anemone, quel magnanimo imprenditore diventato famoso perchè regalava immobili a Scajola & Company in cambio di protezione politica e favoreggiamenti (si è arricchito grazie al sostanziale accordo di esclusiva sulle Grandi Opere e sulle attività della Protezione Civile). Il balcone in cui l'ingegnere si abbronza e le altre sale della dimora toscana sono tangenti, il simbolo tangibile della corruzione (anche se Sofri non ci vede niente di male). Angelino intanto se ne sta nella terrazzona verandata, nel salone con il biliardo, nel parco con le querce e si gode la vecchia cantina “dove mangiavamo, dove abbiamo fatto la ristrutturazione davanti al camino”, dice Anemone in un'intercettazione. In cantina sì che si sta al fresco.
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mercoledì 28 luglio 2010
Eravamo quattro amici all'Hollywood: Eli e Belen in pista
Una notizia incredibile ha scosso lo Star System: per lo stupore di tutti, nel mondo dei vip circola cocaina a volontà. Droga e champagne. E io, sciocco, pensavo che Belen e Corona passassero il tempo con una margheritina in mano a dirsi "m'ami non m'ami", sfogliando i petali. Appena ha sentito puzza di (cucchiaino) bruciato, la showgirl ha pensato subito di non affondare da sola nella cacca: è la ex letterina Francesca Lodo che le ha fatto conoscere la neve per la prima volta, ha cantato ai quattro venti. E nello scandalo che ha investito i locali milanesi (e soprattutto i gabinetti) dell'Hollywood e del The Club, non è coinvolta solo Belen "il naso più veloce d'Argentina" Rodriguez (assieme a Alessia Fabiani, Barbara Guerra, Aida Yespica, Anna Laura Ribas: insomma, tutto il gruppo "Lele Mora"), ma anche Elisabetta, l'olfatto più infarinato di tutta Sassari. Ecco cos'era quel curioso profumo emanato dalle vivaci fioriture di Villa Oleandra, la residenza italiana di George Clooney sul Lago di Como. Pare che alla movida meneghina (con la connivenza accertata di vigili urbani e forze dell'ordine) partecipassero, dietro pagamento - come a dire prostituzione -, anche diverse giovanissime escort. Sarà che i politici italiani non danno il buon esempio?
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giovedì 22 luglio 2010
Povero Verdini: tanti sacrifici per soli 2,6 milioni di euro
Giornata di conti in tasca. Il coordinatore del Pdl Denis Verdini ha detto che i milioni sul contocorrente sono frutto dei sacrifici suoi, della moglie e dei soci. Di personaggi che hanno fatto soldi a palate ne vengono in mente solo due: uno è Paperon De' Paperoni con la sua moneta "Numero Uno" ma è solo un fumetto di fantasia; l'altro è Re Silvione che ha cominciato con le famose 100 lire (o con la valiga piena di banconote piovuta dall'alto, come ha immaginato Nanni Moretti ne "Il Caimano" in una celebre scena che curiosamente non è rintracciabile sul web). Mentre sono stati messi sotto accertamento anche i depositi bancari del pitreista Carboni e del condannato Dell'Utri (che, a sentire "L'Amaca" di Michele Serra, è spesso ospite a cena di Lele Mora, il quale nella sua casa di Lugano organizza serate culturali in cui si leggono ad alta voce i Diari di Mussolini, anche se sono notoriamente falsi), oggi si sono fatti i conti in tasca anche i parlamentari che parlano di ridursi l'esosa indennità ma a modo loro: nella manovra anti-crisi, "Delirium Tremens" Tremonti ha stabilito che il taglio deve essere del 10% ma non ha specificato se riguarda tutto lo stipendio o solo alcune voci. Pertanto le possibilità di riduzioni oscillano drasticamente: potrebbero essere di sostanziosi 550mila euro o di ridicoli 2mila euro. Delle varie voci presenti nella busta paga degli Onorevoli sorprendono i 258euro, la somma più piccola di tutte, previsti per il rimborso delle spese telefoniche: ma a giudicare dalla mole di intercettazioni degli ultimi mesi, quei 258euri ai deputati non bastano, ne spendono sicuramente molti di più per fare i loro interessi attaccati alla cornetta; e loro poverini si voglio anche abbassare quel modesto salario di oltre 21mila euro mensili (comprensivo di tutti i vari bonus). Intanto il segretario dei Radicali Mario Staderini ha commentato che la "vera truffa sono i rimborsi elettorali grazie ai quali, ad ogni legislatura, nelle casse dei partiti finiscono 500 milioni di euro di finanziamento pubblico a fronte di poco più di 100 milioni di spese documentate".
DIABOLINK:
- Roberto Saviano non ha copiato Gomorra: anzi, sono i suoi accusatori-detrattori ad aver copiato lui.
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